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USO EFFICIENTE DELLE RISORSE ED ECONOMIA CIRCOLARE NELLA FILIERA DELLE COSTRUZIONI 04/04/2018
Giovedì 12 aprile alle 15, alle Ciminiere di Catania (Sala Ciclope), l'Università di Catania e l’Enea organizzano il convegno "Uso efficiente delle risorse ed economia circolare nella filiera delle costruzioni: problematiche e opportunità per il settore pubblico e privato”, nell'ambito di "Progetto Comfort 2018". Anche NAD interverrà con una relazione dal titolo "La demolizione selettiva: Casi applicativi".
Il convegno rappresenta un’occasione di incontro e dibattito sulle problematiche ancora aperte sull’uso delle risorse nel settore delle costruzioni, le opportunità per le imprese e gli operatori del settore, sul ruolo della comunità scientifica, dei professionisti, delle imprese e della pubblica amministrazione nell’avviare e sostenere politiche e approcci per la transizione verso l’economia circolare.
Nel corso dei lavori saranno delineati gli elementi dell’economia circolare nel futuro delle costruzioni che diventeranno sempre più determinanti per una progettazione competitiva e sostenibile. Un argomento “prioritario” per la Commissione Europea impegnata nel favorire politiche e iniziative che favoriscano l’uso più efficiente delle risorse nel settore delle costruzioni migliorando le prestazioni energetiche e riutilizzando i materiali.

La tematica
Il settore delle costruzioni e l’intera filiera ad esso correlata, rappresenta tutt’oggi un motore trainante per l’economia Italiana, ma è responsabile di un consumo massiccio di risorse, notevoli emissioni di CO2 e della produzione di ingenti quantitativi di rifiuti lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti.

La Commissione Europea considera questo settore tra i “prioritari” per indirizzare politiche ed iniziative volte ad un uso più efficiente delle risorse sia attraverso il miglioramento delle prestazioni energetiche sia attraverso il riutilizzo dei materiali.
Le città e le attività produttive ed industriali rappresentano una preziosa fonte di risorse, attraverso i flussi di residui e rifiuti prodotti e gli stock di materiali in esse immagazzinati, e possono essere considerate vere e proprie “miniere urbane” di materie prime. In questo contesto l’urban mining, inteso come l’insieme di azioni e tecnologie volte al recupero di materie prime secondarie ed energia da qualsiasi tipo di stock antropogenico immagazzinato negli edifici e nelle infrastrutture assume importanza strategica. L’indotto del settore delle costruzioni è quindi chiamato a ridurre i rifiuti prodotti nella fase di estrazione, di produzione, di cantiere, di uso e di fine vita, traguardando una produzione lean in analogia con altri ambiti industriali.
Occorre un’efficace organizzazione economica circolare che parta dalla capacità di considerare l’intero ciclo di vita dei processi di trasformazione del territorio e dell’ambiente costruito, si basi su una progettazione di edifici a infrastrutture che renda possibile il riutilizzo e il riciclo dei materiali e la gestione efficiente dei rifiuti da costruzione e demolizione, e possa contare su una pianificazione territoriale e urbanistica pensata per facilitare un uso circolare delle risorse nel tempo che guardi alla rigenerazione urbana e delle aree dismesse come fonti di materie prime.
Nonostante un quadro virtuoso presentato dalle stime ufficiali, i tassi di riciclo e sostituzione delle materie prime vergini con prodotti riciclati sono ancora bassi e la gran parte della domanda interna di aggregati viene soddisfatta con aggregati naturali. Ampi dunque sono i margini di miglioramento e i benefici attesi da un uso più efficiente delle risorse che preveda il riutilizzo, come materiali da costruzione, dei residui e dei rifiuti prodotti sia all’interno della filiera, durante l’intero ciclo di vita dei prodotti, che in altri processi produttivi.
Ad oggi non esistono motivi tecnici, prestazionali o economici che possano essere addotti come scuse per non utilizzare materiali provenienti dal riciclo nelle costruzioni. E’ dimostrato come esistano norme codificate basate sulle prestazioni, che permettono ai materiali da riciclo di poter competere sul piano tecnico e diversi sono i casi virtuosi in termini di buone pratiche e riutilizzo.

Sono tuttavia ancora presenti ostacoli che non permettono al settore di prendere slancio e, di conseguenza, offrire un sostanzioso contributo al raggiungimento degli obiettivi dell’economia circolare. Tali ostacoli possono essere individuati in: componenti culturali, come la diffidenza nell’utilizzo di prodotti derivati dai rifiuti; operativi, come l’assenza di strumenti tecnici aggiornati (Capitolati d’appalto), la scarsa separazione alla fonte dei rifiuti e impiego di pratiche di demolizione selettiva, ed infine nella complessità normativa. Altro aspetto da considerare è l’integrazione tra le diverse politiche e strumenti di pianificazione urbanistica e di gestione delle risorse e dei rifiuti.

Obiettivo della sessione è affrontare le problematiche ancora aperte, le opportunità per le imprese e gli operatori del settore, il ruolo della comunità scientifica, dei professionisti e delle PA nell’avviare e sostenere politiche ed approcci per la transizione verso l’economia circolare.

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