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SUL NUCLEARE IL GOVERNO METTE ORDINE SUGLI APPALTI: GARE APERTE SOLO AGLI SPECIALISTI 08/07/2014
Il 24 giugno il Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti ha portato in Consiglio dei ministri una proposta di riforma, piccola ma rivoluzionaria, del meccanismo degli appalti nel settore dello smantellamento degli impianti nucleari. La proposta di Galletti fatta propria dal governo e trasformata a tamburo battente in decreto legge prevede in sostanza che gli appalti nel delicatissimo settore del “decommissioning” nucleare non seguano più la regola ragionieristica del “massimo ribasso” (vince chi presenta l’offerta economicamente più bassa e quindi vantaggiosa per l’ente pubblico appaltante) ma siano riservati esclusivamente a operatori qualificati e specializzati in grado di dimostrarsi idonei a svolgere lavori così delicati.
Sembra ovvio che il decommissioning possa essere affidato solo agli specialisti ma fino al 24 giugno non era così: chiunque poteva concorrere anche in assenza degli speciali requisiti a gare così delicate. La prova? Dal mare magnum di malaffare che emerge dall’inchiesta sull’Expo di Milano viene fuori che l’immobiliarista milanese Enrico Maltauro avrebbe pagato tangenti per vincere una gara di appalto indetta dalla Sogin per la ristrutturazione e la messa in sicurezza della centrale nucleare di Saluggia.
Saranno gli sviluppi dell’inchiesta ad accertare gli eventuali profili di responsabilità penale collegati all’appalto in questione, anche se voci dal palazzo di giustizia di Milano sostengono che nubi giudiziarie si addensano su due ex manager della Sogin, Alberto Alatri e Giuseppe Nucci. Quello che appare rilevante e paradossale è che l’inchiesta comunque dimostra che fino a poche settimane fa chiunque poteva gareggiare, pur senza possedere requisiti specialistici, a gare di appalto in un settore così delicato come quello dello smantellamento degli impianti nucleari, della loro riconversione e della gestione e messa in sicurezza delle scorie radioattive.
Con un piccolo ma significativo intervento (passato colpevolmente sotto silenzio da parte di una stampa sempre attenta ai problemi del nucleare) il governo Renzi, dando prova di notevole buon senso, ha stabilito che chi vuole operare nel campo del nucleare deve dimostrare di possedere professionalità e know how acclarati prima di chiedere di partecipare ad appalti multimilionari. Basta quindi col meccanismo perverso del “massimo ribasso”, che si è dimostrato fonte primaria di corruzione, ma porte aperte alle eccellenze specialistiche. Un passo avanti nella semplificazione e nella trasparenza, da parte di un esecutivo che in silenzio ha dato prova di intelligente pragmatismo.

Fonte: ilvelino.it
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